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Informatica tra passato e futuro: dal vintage all’insegnamento nelle scuole con le nuove tecnologie

By / 05/05/2017 / , / 0 Comments

Dal Museo dell’Informatica Vintage alle nuove tecnologie applicate nella scuola.

Il mondo informatico attira sempre più adepti grazie alle sue crescenti possibilità in ambito lavorativo e tecnologico. Sono ormai tantissimi i campi in cui l’informatica è divenuta il perno attorno al quale ruotano professioni, progetti e obiettivi

E mentre in Sicilia, per la precisione a Palazzo Acreide vicino Siracusa, si inaugura il  MusIF – il Museo dell’Informatica Funzionante – con un patrimonio di ben 2000 computer storici risalenti niente meno che agli  Sessanta al quale si aggiungono software, schemi elettrici, libri e centinaia di sistemi operativi; a scuola l’Informatica diventa sempre più una delle materie da insegnare per il futuro delle nuove generazioni.

Seppure l’informatica aiuti a semplificare la vita di tutti i giorni, si tratta comunque di una tecnologia molto complessa, difficile da far apprendere in quattro e quattr’otto ai più piccoli.

Ecco perché tra gli obiettivi principali degli insegnanti nel trasmettere ai propri alunni l’importanza dell’informatica e i suoi molteplici ruoli, dovrebbero esserci quelli di far capire loro il legame stretto tra programmazione e linguaggio naturale.

Insegnare dunque a collaborare, utilizzando internet e il mondo informatico come una rete di opportunità, imparando da subito l’importanza dell’informatica nella vita quotidiana.

A questo proposito da qualche anno ormai anche nelle scuole si sta muovendo qualcosa: le nuove tecnologie, proprio grazie all’informatica, stanno arrivando a conquistare le giovani leve grazie a metodi tecnologicamente innovativi, a prima vista quasi un gioco, ma che contengono comunque importanti risvolti educativi.

Un esempio su tutti è quello del progetto CoderDojo Merate avviato da Giampiero Airoldi, maestro alla scuola primaria di Robbiate e appassionato di nuove tecnologie applicate alla didattica scolastica, che ha portato anche Merate a far parte del network nato in Irlanda nel 2011.

Il progetto prevede che ai bambini venga data la possibilità di codificare dei semplici programmi al pc per riprodurre dei giochi e, dopo aver utilizzato software gratuito “Scratch” sviluppato dagli ingegneri del MIT di Boston, per creare delle immagini in movimento mettendo in sequenza dei blocchi di comandi, adesso è stata affidata loro una nuova missione digitale.

Utilizzando dei Lego WeDo 2.0, evoluzione dei classici mattoncini che tutti noi abbiamo utilizzato da piccoli e che ora hanno anche un’estensione robotica, i piccoli nativi digitali si sono trasformati in informatici realizzando un camioncino con all’interno un motorino collegato via bluetooth al computer che ha permesso loro di azionare il movimento del camioncino stesso in base alle indicazioni precedentemente impostate.

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